Uploader: Albert
Country: Thailand
Uploaded: Jul 04, 2018
Price: Free

Please, verify you are not robot to load rest of pages

download jacopo da varagine legenda aurea pdf

Società Italiana di Filologia Romanza
Presentazione di progetti di ricerca in corso
(Verona, 13 settembre 2014)
LAI
LEGENDA AUREA in ITALIANO
1. TITOLO DEL PROGETTO
Il progetto LAI (Legenda Aurea in Italiano) riunisce un gruppo di ricerca con l’obiettivo di
allestire l’edizione critica del primo e più importante volgarizzamento italiano completo della
Legenda aurea: una traduzione trecentesca integrale del leggendario, di grande qualità letteraria,
prodotta in Toscana nella prima metà del Trecento, probabilmente entro il secondo quarto del
secolo.
2. DURATA PREVISTA
Il progetto ha preso avvio, dopo una preliminare organizzazione del gruppo di lavoro, nel
corso dell’anno 2014; secondo la prima pianificazione effettuata e attualmente in corso di verifica,
la realizzazione degli obiettivi è prevista entro l’arco di un triennio.
3. COORDINATORE
La direzione del progetto è affidata a Lino Leonardi; svolge funzione di coordinamento
Speranza Cerullo.
4. PARTECIPANTI E ARTICOLAZIONE DEL GRUPPO
Il gruppo di ricerca si avvale del contributo di collaboratori, ai quali è affidato il lavoro di
edizione critica e di studio linguistico e stilistico del testo, e di consulenti, ai quali è delegata
un’attività di supervisione e, relativamente a specifiche questioni, di consulenza scientifica,
secondo l’attuale articolazione:
collaboratori (in ordine alfabetico): Speranza Cerullo, Laura Ingallinella, Roberto Tagliani, Zeno
Verlato; Giulia De Dominicis (studio linguistico);
consulenti (in ordine alfabetico): Fabrizio Cigni, Carlo Delcorno, Giovanna Frosini, Mario
Pagano; consulenti per la fonte latina del volgarizzamento: Giovanni Paolo Maggioni,
Patrizia Stoppacci.
Il progetto si avvale inoltre del patrocinio della Fondazione Ezio Franceschini di Firenze.
1
5. FINALITÀ DEL PROGETTO
Il progetto si pone come obiettivi specifici:
l’edizione critica del testo, condotta con criteri filologici, sulla base del perfezionamento del
lavoro di recensio, per quanto riguarda sia il censimento, auspicabilmente esaustivo, della
tradizione manoscritta, sia la definizione dei rapporti tra i testimoni;
lo studio linguistico del volgarizzamento;
lo studio stilistico-letterario, ineludibile per un testo che si presenta come un modello di
prosa trecentesca di notevole qualità letteraria;
la collocazione cronologica e geografica del volgarizzamento;
l’indagine sulla fonte latina, un modello del leggendario di Iacopo da Varazze con
caratteristiche redazionali proprie che è in parte possibile ricostruire a partire dalla
traduzione; la ricerca delle fonti è condotta anzitutto in absentia, attraverso una ricostruzione
delle lezioni erronee o delle varianti del testo latino di cui la traduzione è testimonianza; non
sarà tuttavia tralasciato il tentativo di una ricerca del modello – o meglio delle tracce che ha
potuto lasciare – che potrà prevedere uno spoglio ragionato, per singoli loci, dei codici latini
del leggendario prodotti in area toscana orientativamente nella prima metà del Trecento.
-
-
6. METODOLOGIE APPLICATE
Il testo è già stato pubblicato tra il 1924 e il 1926 in un’edizione a cura di Arrigo Levasti,
basata sulla trascrizione di un solo manoscritto (il codice riccardiano 1254), edizione che si è
rivelata inaffidabile per gli interventi fortemente invasivi dell’editore. 1 Lo stesso Levasti chiarisce
del resto gli obiettivi divulgativi e non filologici della sua edizione, esponendo in una breve Nota
al testo (pp. XLIV-XLVI) poche indicazioni sui criteri seguiti; i limiti dell’edizione Levasti
possono essere così sintetizzati:
-
obiettivo di presentare non un’edizione critica ma «un’opera di divulgazione e di
edificazione»;
pesante normalizzazione grafica;
taglio delle introduzioni etimologiche delle singole leggende, giudicate «assurde» e
sostanzialmente estranee, sovrapposte alla materia narrativa dei testi;
confronto del volgarizzamento con il testo latino del leggendario nell’edizione
ottocentesca di Graesse;2 nei passaggi in cui la traduzione appare discostarsi dal modello
latino, in questo caso del tutto inaffidabile, l’editore interviene sul testo volgare
modificando o integrando singole lezioni o interi passaggi, che vengono quindi riscritti o
redatti in stile dallo stesso Levasti.
Il testo Levasti è stato ristampato nel 2000 in una nuova edizione, con prefazioni di Franco
Cardini e Mario Martelli.3
1
Levasti 1924-1926.
Graesse 1846.
3
Levasti – Cardini – Martelli (ed.) 2000.
2
2
La necessità di restituire un testo affidabile del volgarizzamento – alcune porzioni del quale,
tagliate da Levasti, sono di fatto tuttora inedite – appare con evidenza il primo motore del progetto
LAI, soprattutto quando si consideri l’importanza di una traduzione che per l’altezza cronologica e
la stessa estensione occupa uno spazio più che rilevante nella prosa italiana del Trecento e, sul
versante della ricerca, nello studio della lingua dei volgarizzamenti.
La scelta di un’edizione critica è legata anche alla possibilità di esplorare la tradizione
manoscritta del testo, a partire dai risultati di un censimento dei volgarizzamenti italiani della
Legenda aurea che rappresenta un progetto parallelo a LAI e che è stato oggetto di un lavoro di
tesi di perfezionamento discusso nel maggio del 2012 presso la Fondazione Franceschini di
Firenze, ora in corso di pubblicazione.4
Il censimento dei manoscritti è stato condotto, sulla base dei repertori disponibili – in primo
luogo della BAI per quanto riguarda i capitoli santorali – e di un nuovo spoglio dei cataloghi,
mediante il controllo diretto dei testimoni: leggendari, raccolte agiografiche e miscellanee
religiose; i limiti cronologici della ricerca sono stati fissati entro la fine del XV secolo, escludendo
il Cinquecento, anche in considerazione del radicale cambiamento che segna un nuovo corso della
tradizione dei testi volgari con la diffusione a stampa, a partire dagli ultimi decenni del
Quattrocento. La BAI, pur incrociando più volte la tradizione del testo nelle schede dedicate ai
singoli santi in un buon numero di riscontri isolati, segnala tre testimoni già conosciuti: il
manoscritto riccardiano 1254, il codice della Biblioteca Provinciale dei Frati Minori, Fondo
Giaccherino I. F. 2, completi, e il florilegio riccardiano 1388.5
Lo spoglio di codici rimasti finora inediti ha permesso di individuare altri 6 testimoni del
volgarizzamento, dei quali uno completo: si tratta del codice Oxford, Bodleian Library, Can. it.
267, al quale si aggiungono 5 testimoni parziali che trasmettono florilegi di diversa consistenza
della traduzione trecentesca; allo stato attuale la tradizione manoscritta del volgarizzamento conta
pertanto nove codici: